Letture dalla messa cantata/4
21 AGO 20

Signor Di Mattia, sinceramente per me non è poi così irrilevante capire se un predicatore televisivo che lancia accuse pesantissime al governo sia o no un furbo paraculo in cattiva fede. Se vuole che parliamo di tutte le cose non fatte dal B. va bene. Ma la domanda che lei aveva posto era su Saviano e sulle sue specifiche affermazioni. Mi fa piacere constatare che lei riconosce che in effetti nessun ha depenalizzato il reato di falso in bilancio. Peraltro non vi è stato neppure nessun”rilassamento” sui controlli. Passando dal concetto di “reato di pericolo” a quello di “reato di danno”(mi scuso per i tecnicismi), si è piuttosto fatto in modo che non si debbano più aprire d’ufficio una miriade di contenziosi senza senso, che spesso si risolvevano a favore del contribuente, permettendo di concentrare tempo e risorse sui reati fiscali veri e rilevanti. Nessuno pretende che Saviano e la sx diano spiegazioni così. Ci accontenteremmo che, su temi tanto delicati, non dicessero balle che fanno credere che il governo ha favorito chi falsifica il bilancio. Su tempi di prescrizione e intercettazioni lei forse ha ragione: tempi lunghi di prescrizione (che peraltro in Italia sono ad oggi lunghissimi) e intercettazioni fatte con ampia libertà potrebbero portare a condannare e individuare più “cattivi”. Il problema, Di Mattia, è che noi fissati con il garantismo oltre che dei cattivi ci preoccupiamo anche dei “buoni”, degli innocenti che possono vedere la propria vita distrutta, violata e sputtanata. Per inciso , un processo che dura 15 anni (mentre, lo ribadisco, i nostri magistrati in media sono assai poco produttivi) è un problema relativo per un imputato ricco e potente, è un problema immenso per un comune cittadino. Buona la battuta su Tremonti, ma rimane il fatto che “il volto noto” sostiene un ministro che l’evasione fiscale la sta perseguendo con decisione.